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Nel '45 si sposa e si stabilisce a Desio, la moglie Ines,
una desiana doc, fu sua compagna per tutta la vita. Nel
'50 conosce Aldo Raimondi dal quale viene incoraggiato
ad intraprendere la difficile tecnica dell'acquarello.
Nel 1969 conosce Francesco Messina che lo sprona nell'Arte
della Scultura che Spinelli abbandona dopo alcune Opere.
Più tardi si legò a Renato Birolli: Spinelli
ne approfondì i temi e fu da lui spinto nello sviluppo
dell'affresco e graffiti. Di questo periodo è l'esecuzione
di graffiti per edifici pubblici e privati ( ad esempio
il Banco di Desio ). Pur non frequentando scuole ufficiali,
diviene in breve uno dei migliori acquarellisti. Non si
legò mai a correnti artistiche, nè di destra,
nè di sinistra, dedicandosi esclusivamente alla
pittura. Acquista uno studio a Milano, in via Gran Sasso
e comincia a produrre i suoi affreschi commissionati da
note famiglie lombarde e da Istituti di Credito. In qualità
di grafico, sin dal '56 mette a punto i primi manifesti
pubblicitari a colori, per la Polenghi, la Star, l'Invernizzi,
la Mauri e la Molteni, il marchio" Montana"
e il marchio della "Birra Italia". Consegue
il premio come vincitore del miglior stand ( ditta Molteni
) progettato per la Fiera Campionaria: "L'Aquila
d'oro". Comincia la serie dei calendari artistici
in collaborazione con "La Propaganda" di Milano
e "Arti Grafiche" di Bergamo. I suoi dipinti
figurano sui calendari che pubblicizzano le più
importanti ditte italiane. Un grande affresco si trova
nella sede del Banco di Desio. L'opera raffigura una bottega
artigiana cesanese collocata nei pressi del Torrazzo e
in vista del Palazzo Borromeo, con tanto di artigiano,
garzone e committente ( con la borsa del denaro in mano).
L'opera, di indubbio valore, può essere a richiesta
visitata nella filiale cesanese del Banco di Desio e della
Brianza. Spinelli l'ha realizzata nel dopoguerra; gli
artigiani cesanesi ne avevano fatto, allora, l'emblema
per le Mostre del Mobile. Un simbolo che rimane indelebile
nel tempo.
Opere
d'arte dell'artista si trovano pure nella sala consigliare
del Comune di Borghetto Santo Spirito ( Savona ), nel
Comune di Cesano Maderno, nella Veneranda Fabbrica del
Duomo di Milano, un grande graffito si trova nella scuola
F.Caracciolo di Affori-Milano, un affresco raffigurante
l'Annunciazione nella chiesa di San Rocco a Desio. Nel
'65 ottiene un grande riconoscimento critico nella personale
realizzata alla Galleria Gussoni di Milano, poi alla Bolzani
e Nuovo Sagittario. Nel '76 consegue il Trofeo dell'Arte
"Premio Internazionale" a Campione d'Italia
abbinato al cantante Bruno Lauzi. Nel '83 il presidente
Pertini gli conferisce l'onoreficenza di Cavaliere, mentre
Cossiga, nell'89, lo rende Ufficiale con la menzione "Giuseppe
Spinelli in arte Pino per benemerenze artistiche nel mondo
dell'arte". La morte lo coglie a Desio, dove abitava
con la famiglia, il 5 settembre 1994. La stampa specializzata
e quotidiana riporta la notizia ricordando le sue qualità
artistiche. Esposizioni di retrospettive tengono viva
la sua immagine artistica, oggi diligentemente corrisposta
dal figlio Pietro Luca Spinelli.
L'Arte
di Pino Spinelli vista da Maria Teresa Prestigiacomo
( Critico e Consulente d'Arte )
E’
opportuno ricordare, parlando dell’artista Pino
Spinelli, che in occasione della Mostra Antologica tenutasi,
nell'ottobre del 2002, presso la Galleria Ars Italica
di Milano, è stato rivolto all’artista il
plauso ufficiale della massima carica dello Stato: un
riconoscimento considerevole che esalta le straordinarie
doti del pittore, sicuramente una dei più importanti
interpreti-protagonisti nell’ambito della complessa
disciplina dell'acquerello, una tecnica che per lui, come
molte altre, non celava, ormai, più segreti.
Così, il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio
Ciampi ha espresso il suo vivo apprezzamento verso l’artista
scomparso, al figlio:
“La mostra antologica delle opere del Maestro Pino
Spinelli rappresenta un evento culturale che merita vivo
apprezzamento. Originale figura d’artista, egli
ha esercitato la sua creatività nelle varie tipologie
pittoriche, dall'affresco agli acquerelli, alla ceramica,
valorizzando l'insegnamento degli antichi artigiani lombardi.
Con questi sentimenti, il Capo dello Stato invia a Lei,
egregio Dottor Spinelli, affettuoso custode dell'opera
di suo padre, e a tutti i partecipanti un saluto e un
augurio cordiali...”.
Roma, Quirinale, 17Ottobre 2002
Non é da tutti essere ricordati, a pochi anni dalla
morte, persino dal Capo dello Stato, per l’elevata
statura professionale e le qualità delle espressioni
artistiche, in particolare per gli acquerelli...
Pino Spinelli, negli anni Cinquanta, abbraccia il “Divisionismo”,
in altre parole quella pittura che rompeva con i temi
tradizionali e disincantati, per affrontare il tema del
lavoro, come dimostra la sua opera-affresco “Dai
campi lo sviluppo economico” in cui l’artista
rende omaggio alla civiltà contadina (all’Italia
che lasciava il posto alla civiltà industriale)
con un impianto che lascia intravedere, nell’impostazione
scenica, l’influenza dell’opera “Il
quarto stato” di Pellizza da Volpedo; Spinelli tratta,
pertanto, quelli che erano i grandi temi del realismo
italiano, introdotto in Italia da Guttuso, confermandosi
pittore specchio del suo tempo, intimamente legato ai
problemi sociali. Sullo sfondo dell’opera, il tema
dell’urbanesimo che avanza e si afferma...
Altezzose e gentili, le donne di Spinelli, sobrie e composte,
nell’armoniosa composizione per l’affresco
che adorna un edificio; splendidi quadri rendono omaggio,
invece alla Milano pulsante di vita e d’affari,
attraverso un’atmosfera rarefatta, evocatrice delle
opere del più interessante Toulouse- Lautrec o
della fotografia cinematografica, anni Cinquanta, del
più brillante Tornatore (vedasi l’opera “
Piazza Cordusio”).
Romantico, sensibile d’animo, Spinelli offre la
sua eccellente tecnica alla poesia di una passeggiata
in Galleria, nella metropoli lombarda, adottando una straordinaria
ed originale tavolozza dalle cromie che assecondano il
sapore del ricordo del tempo perduto, come foto d’antan,
dai colori sfumati, stesi a mano, una ad una...”
Piazza Duomo”, “Verso San Babila”, “
In Galleria”: opere che rendono il sentito tributo
del maestro alla capitale degli affari, velata dall’artista
per mezzo dell’arcano, poetico soffio di poesia,
supportata da una brillante tecnica.
Eccellente, dunque, la capacità di Spinelli nel
conferire dinamismo scenico all’impianto pittorico,
attraverso forme, piani e sfondi, cromaticamente e ritmicamente
bilanciati. Pittore coerente e forte, l’artista,
pur assorbendo inconsciamente le influenze del panoramico
pittorico del suo tempo, non si lasciò mai condizionare
dalle scelte dei colleghi che seguirono movimenti e mode,
aderendo a quelle correnti che crearono notevole scompiglio
nel lasso che intercorre tra gli anni Cinquanta e gli
anni Novanta (basti pensare alla Pop Art, alle tele tagliate
di Fontana o ai sacchetti di plastica per spazzatura bruciati
sulle tele)...
Spinelli resta sempre fedele ai suoi canoni ed ai suoi
stili; ciò gli consentirà di affinare sempre
più, nel tempo, le sue tecniche, confermando la
sua figura quale una delle più significative nel
panorama artistico a cavallo tra gli anni Cinquanta e
Novanta. Pittore eclettico, egli ha lasciato testimonianze
tangibili della sua versatilità, consegnando ai
posteri brillanti opere, ceramiche pregiate ed originali
“Graffiti”che parlano del suo profondo amore
per l’arte.
Maria Teresa Prestigiacomo (novembre
2005)
mariateresa.prestigiacom@tin.it
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